CONVENZIONI

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (in inglese United Nations Framework Convention on Climate Change da cui l’acronimo UNFCCC o FCCC) è un trattato ambientale internazionale prodotto dalla Conferenza sull’Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCED, United Nations Conference on Environment and Development), informalmente conosciuto come Summit della Terra, tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992.

Il trattato punta alla riduzione delle emissioni dei gas serra, sulla base dell’ipotesi di riscaldamento globale.

Il trattato, come stipulato originariamente, non poneva limiti obbligatori per le emissioni di gas serra alle nazioni individuali; era quindi legalmente non vincolante. Invece, esso includeva previsioni di aggiornamenti (denominati “protocolli”) che avrebbero posto i limiti obbligatori di emissioni. Il principale di questi è il protocollo di Kyoto, che è diventato molto più noto che la stessa UNFCCC.

Il FCCC fu aperto alle ratifiche il 9 maggio 1992 ed entrò in vigore il 21 marzo 1994. Il suo obiettivo dichiarato è “raggiungere la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra in atmosfera a un livello abbastanza basso per prevenire interferenze antropogeniche dannose per il sistema climatico”.

Gli stati firmatari dell’UNFCCC sono suddivisi in tre gruppi:
•    Paesi dell’Annesso I (Paesi industrializzati)
•    Paesi dell’Annesso II (Paesi industrializzati che pagano per i costi dei Paesi in via di sviluppo)
•    Paesi in via di sviluppo

I Paesi dell’Annesso I concordano nel ridurre le loro emissioni (in particolare di diossido di carbonio) a livelli obiettivo inferiori alle loro emissioni del 1990. Se non possono farlo, devono acquistare crediti di emissione o investire nella conservazione. I Paesi in via di sviluppo non hanno restrizioni immediate rispetto all’UNFCCC, per tre motivi principali:
•    Impedire restrizioni nel livello di crescita perché l’inquinamento è fortemente correlato alla crescita industriale e le loro economie possono potenzialmente crescere in maniera molto rapida.
•    mpedire la vendita di loro crediti di emissione alle nazioni industrializzate per permettere a quest’ultime di inquinare ulteriormente.
•    Ottenere denaro e tecnologie dai Paesi dell’Annesso II.

I Paesi in via di sviluppo possono volantariamente divenatare Paesi dell’Annesso I quando sono sufficientemente sviluppati. Sino a quel momento, non sono tenuti a implementare i loro obblighi rispetto alla Convenzione finché le nazioni industrializzate non forniscano abbastanza denaro e tecnologia, e questo ha una priorità inferiore rispetto allo sviluppo economico e sociale e alla lotta alla povertà.
Alcuni oppositori alla Convenzione credono che le differenze tra i Paesi dell’Annesso I e i Paesi in via di sviluppo non siano corrette dal punto di vista concorrenziale, e che entrambi debbano ridurre le loro emissioni. Alcune nazioni ritengono che i costi per ottenere gli obiettivi espressi nella Convenzione possano stressare la loro economia. Queste sono alcune delle motivazioni date da G. W. Bush, il Presidente degli Stati Uniti, per comportarsi come fece il suo predecessore e non inviare il protocollo di Kyoto firmato al Senato degli Stati Uniti.

I paesi dell’Annesso I sono i Paesi OECD (Organizzazione della cooperazione e dello sviluppo economico) ed i Paesi EIT (Economie In Transizione), quelli dell’annesso II sono i soli OECD e rappresentano le nazioni sviluppate che pagano per i costi dei Paesi in via di sviluppo.

La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC) fu aperta alle firme nella Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo del 1992, a Rio de Janeiro. Il 12 giugno 1992, 154 nazioni avevano firmato la UNFCCC, che dopo la ratifica obbligava i governi a perseguire un “obiettivo non vincolante” per ridurre le concentrazioni atmosferiche dei gas serra con l’obiettivo di “prevenire interferenze antropogeniche pericolose con il sistema climatico terrestre”. Queste azioni erano dirette principalmente ai paesi industrializzati, con l’intenzione di stabilizzare le loro emissioni di gas serra ai livelli del 1990 entro il 2000; altre responsabilità ricadevano invece su tutte le parti della convenzione. Le nazioni firmatarie concordarono di riconoscere “responsabilità comuni ma differenziate”, con maggiori responsabilità per la riduzione delle emissioni di gas serra nel breve periodo per i Paesi sviluppati, elencati nell’Annesso I dell’UNFCCC e denominati Paesi dell’Annesso I.

Secondo i termini dell’UNFCCC, avendo ricevuto le ratifiche di più di 50 Paesi, il trattato entrò in vigore il 24 marzo 1994. Da quel momento, le parti si sono incontrate annualmente nella Conferenza delle Parti (COP) per analizzare i progressi nell’affrontare il cambiamento climatico, iniziando da metà degli anni 1990, per negoziare il Protocollo di Kyoto, per stabilire azioni legalmente vincolanti per i Paesi sviluppati per ridurre le loro emissioni di gas serra.